24 luglio, 2008

Coniglio Morto 19 luglio 08

Aspettando Silvia...












17 luglio, 2008

4 giorni Muxaresi

Passiamo altri quattro giorni in quel di Sant'Angelo Muxaro.

Anche se inizia un caldo torrido, siamo sempre lì a cambiarci sotto il sole, a scendere i gradini, spingere le gambe per il sentiero e ristorarci del fresco violento e ben accetto.

passiamo quattro giorni tranquillamente... quando ci si diverte il tempo non passa mai, sospira Ceres, fra gli sbadigli del rilievo...

Li passiamo in compagnia dei meravigliosi e sempre disponibili Marco e Giovanni.

Il primo giorno ci riprende la Grotta Ciavuli, sembra non finire mai nei sui dettagli e nei suoi spazi.



percorriamo infatti un ramo del tutto nuovo, scoperto durante queste escursioni, e ci obbliga a vestire l'imbrago. Anche Giovanni, che in questa grotta di visite ne ha fatte tantissime è stranizzato ad andare nella Ciavuli con l'imbrago... ma tant'è!!!



Il secondo giorno si cambia, un bel giro nel Vallone del Ponte... le grotte dell'acqua...
Sotto l'esperta guida di Giovanni, immenso conoscitore dei posti, apprezziamo veramente che significhi il nome grotte dell'acqua.

Lasciamo l'auto, il sentiero rovente come sempre e poi giù per l'alveo fluviale abbandonato e poi dentro, nei trafori che l'acqua ha scavato.



Un rapido saluto all'allocco, padrone di casa, e poi in acqua dentro il traforo, nel fango, di nuovo nell'acqua e nel fango...fino alla risorgenza.



L'idrofilo Marco, ne approfitta per fare un bagnetto in un altro sifone, che purtroppo resta sifone e fa poca strada.



Poi, altro giro sotto il sole e altra grotta.
La grotta del Morto che per noi è una novità, e lo è in queste condizioni anche per Marco e Giovanni, che la trovano svuotata dall'acqua.



Rapido giro verso il sifone...rapido per modo di dire, fra una strisciata nel fango uno sprofondamento, un tentativo di non far ingurgitare i propri stivali e la proprio dignità in un fiume di fango che cerca ti tenerti con lui.... e poi un altro bagno di Marco, e poi giù nel cunicolo che funge da collettore, fino ad un altro sifone... sta volta Marco pensa bene che il terzo bagno è evitabile...

Il terzo giorno ci raggiungono Simione, fresco di auguri di compleanno e la Stokka, fresca e pettinata come al solito.

Ripetiamo il giro di ieri, Grotta del Morto.
Anche Simione e la Stokka apprezzano le facoltà curative dei fanghi di questa grotta e dopo aver fatto le dovute abluzioni, vanno al fiume a sgrasciarsi.





Gli altri, perdono tempo dentro il rametto che si è liberato da poco, foto, schizzi e un saettone da portare fuori dalla grotta.

Subito dopo ci aspetta la Grotta dei Sifoni, altra cavità di questo complesso... con i suoi grandi saloni... le pirami di terra, i funghi... si, funghi in grotta.




L'ultimo giorno lo passiamo di nuovo alla Grotta Ciavuli, insieme a Peppe, nostro caro amico di Agrigento.
Si percorre il ramo attivo, incompagnia di tanti pipistrelli che credo non abbiano gradito molto la nostra visita.



Le serate, sono passate serene e tranquille... dopo la grotta reidratazione con mezzo litro di birra, pizza...aspettando la Kokalos con le varie aggiunte...

e altra birra, vodka o acqua tonica per digerire, e altro mezzo litro di birra per conciliare il sonno e mandare via tutti i pensieri prima di dormire.

Ceres version:

Quattro giorni a S.Angelo Muxaro, come non approfittarne, almeno si fugge dalla frenesia cittadina per un po’ di tempo.

Il primo giorno siamo alla grotta Ciavuli, il nuovo ramo ci aspetta e forse saremo tra i pochi che avranno avuto il privilegio di vederlo. La precarietà di certi blocchi mi ha fatto pensare a tante cose e tutte insieme; diciamo la vita in un attimo, ma in fondo se ci si avventura con rispetto dentro questa montagna non si ha niente da temere. Si rileva, si fotografa, si scende e si sale su corda con la stessa infangata. Sento il croll che non prende per il fango e questo non è bellissimo. Ma alla fine finisce tutto bene, la poligonale è chiusa e il rilievo è finito. Fine Primo giorno 90 cl. cad.


Il secondo giorno ci muoviamo verso i trafori del vallone del ponte. Il secondo traforo obbliga a farci il bagno, nell’acqua e poi nel fango, ma non è un bagno di piacere, si deve rilevare e quindi attenzione al quaderno e mani pulite (‘na parola). Con gli stivali con l’effetto ventosa e saturi di melma ci muoviamo verso la grotta del morto, anche lì si rileva e si fotografa. Vedo una corda e in un primo momento non capisco a cosa serve, ma poi diventa tutto ben chiaro. Con gli allumosilicati idrati fino a sopra la vita mi muovo verso la fine della grotta piazzo i punti e torno indietro a piazzarne altri. Marco mi dice di stare fermo in un punto, e io poggio le mie natiche sul fango un po’ più consolidato. Aspetto mezz’ora. Piano piano sprofondo nei sedimenti pseudocoerenti, adesso arrivano quasi al petto, immaginate una sdraio nel fango. Finalmente si esce e si và in sede. E i miei occhi videro qualcosa che non avrei mai pensato di vedere…il giorno 13, del mese di luglio nell’anno di grazia 2008, Marco ha lavato la sua tuta. Una data che resterà nella storia!!! Fine Secondo giorno 140 cl. cad.


Il terzo giorno ci raggiungono da Palermo Simone e Cristina, giornata soft. Prima ci si infanga allegramente alla grotta del morto e poi ci si va a lavare al secondo traforo. Attendiamo sotto il sole, in mutande, che si asciughi il tutto e poi torniamo al morto. Lì pare che il sifone abbia “stuppato” e aggiunto metri allo sviluppo della grotta. Poi in fine giornata alla grotta dei trafori. Si rileva, si fotografa e si torna in sede. Fine Terzo giorno 140 cl.


Il quarto giorno è molto leggero, si rileva il ramo attivo. Il sottoscritto si becca un mezzo enfisema nelle sterpaglie che ci sono nella parte iniziale, le uniche parole che riuscivo a sospirare erano: “Luke, io sono tuo padre”, ma poi la salutare aria di grotta mi fa rinsanire. I pipistrelli ci accolgono come Batman nella batcaverna e dopo un po’ l’odore del guano e del fango comincia a saturare le nostre narici. Si torna a Palermo nel primo pomeriggio e si torna anche alla frenesia di una città reduce dal festino.


Non dimenticherò facilmente: il verso delle rondini al mattino, il rumore della plastica dei materassi in sede, le scoppiettanti esternazioni della rotula di Marco, la sensazione delle mutande infangate, la Kokalos con funghi, le ragazze del servizio civile, la pesca alla “tunnina” alla grotta del morto, la compagnia dei pipistrelli, la magia delle esplorazioni, i racconti tra speleo al bar e il ritornello della canzone di Jovanotti …e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango…

Qualcuno alla fine mi disse che avevo la faccia stranamente rilassata…a conti fatti ci sono 740 cl totali di buoni motivi per esserlo…thank you S.Angelo!!!



Partecipanti: Marco, Giovanni, Peppe, La Stokka, Simione, Ceres e MarcoV
Foto e notizia: Ceres e MarcoV

10 luglio, 2008

S. Angelo Muxaro 4-6 luglio

nuovamente a Sant'Angelo Muxaro, nella grotta dei Ciavuli.

Continuano le fasi di studio della grotta, che di sorpresa ne regala parecchie.
Questa volta, accompagnati dagli amici, Giovanni, Marco e Peppe, giriamo in lungo e in largo per la grotta, levandoci anche un piccolo sfizio.
Uno dei rami che abbiamo visitato durante la passata escursione, non era conosciuto!
Sembra la nostra specializzazione, andare in grotte conosciute da decenni e trovare prosecuzioni...

Nei tre giorni, visitiamo anche i rami nuovi, in cui Giovanni e Marco ci accompagnano.
Rami caratterizzati da grandi crolli, da massi che chiedono un equilibrio che non hanno e si sta lì a pregarli di reggere mentre ci passi sopra, spesso tenendo il fiato per farti leggero, ma rami caratterizzati anche da ampie gallerie, luccicanti di cristalli di gesso di neoformazione, e in cui non possiamo sentirci soli.
Piccole colonie di pipistrelli stanno lì, padrone indiscusse di quegli ambienti, e al nostro passaggio svolazzano e ci vengono incontro.
Ci illudiamo che sia per darci il ben venuto e per chiederci di non dare troppo fastidio. Forse, sicuramente, è solo per difesa e per il fastidio che gli diamo.

Congiungiamo i rami nuovi a quelli vecchi, e poi a quelli ancora più nuovi... un'euforia strana, quella di dare forma a degli ambienti che se non percorri in pieno non puoi capire e immaginare.

Verso l'uscita della grotta, nell'ampio salone, riusciamo anche a giocare con l'aria, calda e fredda. Aria calda dall'esterno, aria fredda del respiro della grotta, entrambe si mescolano curiose nell'antro e basta spostarsi di pochi metri per venire investiti da uno dei due soffi...

Alla prossima Ciavuli.

Partecipanti: Ceres e MarcoV

07 luglio, 2008

Madonie 1 luglio 08

Prima esplorazione delle speleo seghe; destinazione Portella Colla, sentiero su Cozzo Piombino.
La giornata inizia molto tranquillamente: io (Nemo) parto da casa alle 8.30 per prendere il casco dalla Stokka che lo ha gentilmente prestato a quel pizzient... di miglio verde. Alle 9.15 prendo a Marco, che si era riaddormentato quando ha scoperto che l'appuntamento era alle 9 e non alle 8, poi passiamo da Termini a prendere Pepi e poi su dritti a Collesano, purtroppo qualcuno si lamenta quando passiamo dritti davanti a Caracoli dicendo solo “muffin...” e guardando la stazione di servizio.

Arriviamo a Collesano e ci rifocilliamo e compriamo il pranzo e poi andiamo subito a Portella Colla nell'area orientale delle Madonie (Sicilia centro-settentrionale), zona oggetto del rilevamento geologico delle speleo seghe. Partiamo per un buchetto visto durante la settimana di rilevamento ma dopo mezz'oretta di giardinaggio si rivela un buchetto di pochi cm...
Allora il nostro miglio demma verde mentre girovagavamo trova un buchetto e dice la parola magica: ”forse continua!”



Ci mettiamo a spostare balatoni e perdiamo tutta la mattinata per sistemare il piccolissimo antro. Pranziamo, grappino e poi un po' di foto alla recente e piccola scoperta.
Dopo ci facciamo un giretto per Cozzo Piombino e cazzeggiamo un po' con l'eco, fin quando ci accorgiamo che della fitta nebbia stava scendendo sulla valle e pian piano cominciavano a scomparire le montagne, allora decidiamo di spostare l'area di esplorazione più in basso, nella zona di Gola Secca. Anche qui un poco di giardinaggio, (ma questa volta ci eravamo portati solo il casco, quindi giardinaggio a scarpate!) ed esploriamo dei piccoli antri in uno lo sfincionaro si arrampica ed entra a testa in giù ma poi ha un po' di difficoltà nel fare la stessa operazione al contrario.



In un buchetto infestato di ragnatele secolari piene di schifezze troviamo un pipistrellino che si incazz.... un pochino della nostra presenza.
Per concludere la giornata facciamo un beafring al bar di collesano.



Partecipanti : nemo, miglio verde, u' sfincionaro
relazione di nemo
foto di u' sfincionaro

02 luglio, 2008

Grotta Addaura 29 giugno 08

Una volta incontratoci nella zona prefissata, in uno spiazzale dopo lo stabilimento Roosvelt, una veloce sistemata e poi via verso la grotta.

Per strada, anche se breve, il caldo cominciava a farsi sentire ma il pensiero di entrare in grotta ci consolava.



Arrivati all'ingresso non si può che notare la presenza di monnezza, che ha dato fastidio sopratutto nel primo tratto, in quanto lo si doveva fare necessariamente scrisciando.

Una volta superato questo tratto per fortuna la monnezza è diminuita fino a scomparire, o quasi, nei tratti più interni della grotta.

Molto belle le morfologie presenti come le vaschette, ricche di concrezioni carbonatiche, piccole stallattiti, sistemi di fratture, cariature e la presenza di fossili di organismi marini che ci indicano che la zona in passato era stata totalmente sommersa, o meglio che si è formata in un ambiente marino.



Non sono mancate piccole gaffes tra cui la più eclatante è stata la caduta di sedere di Carmelo provocata da un basamento di crosta carbonatica umida.

Arrivati a fondo grotta una piccola sosta e poi subito per la strada di ritorno dove abbiamo attraversato come variante del percorso di andata un cunicolo abbastanza stretto (solo per il piacere di complicarsi le cose).



Una volta tornati in superfice Carmelo da questa esperienza ha imparato una cosa davvero importante: non portarsi più lo zaino ma comprarsi un tubolare!!!



Partecipanti: Carmelo, Giacomo, fratelli Terranova

foto e notizia... teoricamente di Carmelo!

27 giugno, 2008

Traforo di Montallegro 26.6.2008

Una grotta in cui non si tornava da tempo.
Una grotta curiosa, un traforo che permette l'ingresso sia dal basso che dall'alto!
Il Traforo di Montallegro.

Con relativa calma ci diamo appuntamento per partire tutti insieme da Palermo, un'oretta di strada in auto e finalmente si arriva in zona, con un caldo che siamo ben felici di lasciare per entrare in grotta.




La grotta si pare alla fine di una valle cieca, anche se trovarne l'ingresso è cosa sempre difficoltosa vista la quantità e le dimensioni dei canneti da attraversare.
Anche il parcheggio non è cosa semplice... i terreni secchi si, ma polverosi e arati, ci creano qualche problema di manovra con l'auto... pazienza, non costa molto fare qualche passo a piedi.



Facciamo subito un salto nel ramo attivo, quello più basso, dove Dario e ugo, fanno lustro delle loro propensioni ai cunicoli.
Nel frattempo si approfitta per fare altre foto nella grotta.



Tornando nel ramo inattivo, più alto e percorsa da una forte corrente d'aria, facciamo qualche giretto e un fugace pasto.
Poi di nuovo in movimento verso l'ingresso basso.



Nella galleria riusciamo anche a fermarci per fotografare un pò di morfologie: canali di volta, cristalli di neoformazione, pendenti ricristallizzati, un pò di tutto...



Arrivati al ramo attivo, che si ritrova verso la parte terminale della grotta, il buon Dario cerca la prosecuzione del sifone... fino a trovarla dentro i suoi stivali riempiti d'acqua!!!



Il resto del percorso ci porta verso l'uscita.
Anche se l'effetto scenico di ritrovare luce in grotta è notevole, viene turbato dai nugoli di insetti che soggiornano nel fresco della grotta e dall'ondata di caldo che ci investe appena usciti.



Giusto il tempo di qualche foto ricordo e si torna dentro!
Velocemente ripercorriamo gli ambienti del Traforo per riuscire da dove siamo entrati e raggiungere l'auto.

Partecipanti: Simona, Ugo, Dario, Ceres, MarcoV.

Notizia e foto di MarcoV.

18 giugno, 2008

Grotta dei brigghi 15.06.08

Appuntamento alle 15 al Quadrivio un Bar nei pressi di contrada Sperone vicino Altavilla Milicia a partecipare all’uscita siamo solamente io (Xò) e il buon Ceres.



L’uscita era finalizzata principalmente per verificare la presenza di chirotteri che usano la grotta come dormitorio nei mesi estivi, con esiti negativi di sicuro la grotta viene usata come riparo da alcuni individui di Rhinolophus ferrumequinum durante il letargo invernale, trovati lungo la galleria iniziale durante un uscita nel mese di Marzo.

La realizzazione di foto e video non è stato un successo viste le condizioni di cattiva illuminazione e scarsissima manovalanza verrà rimandata più in là.

La Grotta dei Brigghi si trova sul versante più orientale di Monte San Michele con esposizione N-Est, ad una quota di 620 m s.l.m.



La cavità è impostata su frattura per uno sviluppo di 218 m ed un dislivello di + 14 m , la galleria iniziale da prima stretta un paio di metri si allarga gradualmente tra blocchi di crollo e numerose colonne fratturate ma ancora in posto, in questo punto si dirama a destra con un rametto lungo 50 m circa un pò fangoso e molto basso dove sono presenti delle vaschette ormai riempite da un fango rosso,a sinistra con un primo stanzone diviso a metà da una serie di colonne le quali hanno formato una parete,e due accessi ad un ultima stanza interessata fortemente da crolli non presenta pozzi,nel complesso molto secca assenza di stillicidio.



Partecipanti: Xò e Ceres

Notizia di Xò, foto di Ceres